martedì 14 aprile 2015

FIVET: esperienze e difficoltà





"Sono tante le cose che si possono dire sulla fecondazione eterologa e troppe le difficoltà che una coppia deve affrontare per poter percorrere questa strada. La cosa migliore credo sia lasciar parlare chi ci è passato e ci può offrire un punto di vista sincero ed attendibile sugli aspetti tecnici ed emotivi di questa tecnica. Ecco perché ho scelto la storia di Raffina e Bertrando, una coppia tra le tante che ha accettato di raccontarci la propria esperienza"

Qual è stato il percorso che vi ha portati a scegliere la fecondazione eterologa?


© Thinkstock
Il 24 dicembre 1998, dopo quattro anni di matrimonio, scoprimmo di essere una coppia sterile. La prima reazione di mio marito, a caldo,  fu “se mi vuoi lasciare ti capisco” perché il nostro problema era l'assoluta assenza di spermatozoi. Ovviamente non pensai nemmeno per un secondo a lasciarlo. La notizia mi gettò nella disperazione perché la maternità per me era un sogno da lungo tempo, forse da sempre, ma da subito il problema mi si presentò come un problema della coppia, non suo.
Un giovane medico che conoscemmo in quell'occasione ci prese per mano e ci accompagnò alla ricerca di una soluzione. Mio marito subì due interventi di biopsia testicolare alla ricerca di uno spermatozoo anche immaturo, ma la diagnosi fu “Only Sertoli Cells” ovvero non c'erano nemmeno le cellule preposte a produrli, gli spermatozoi.
Facemmo qualche tentativo di inseminazione intrauterina con seme di donatore e su consiglio del medico ci rivolgemmo alla Svizzera: vicina e con molta esperienza nel settore ed un impianto normativo collaudato.
Non andò bene e ogni tentativo era un fallimento, un piccolo lutto. Per questo motivo, soprattutto per la preoccupazione di mio marito per la mia salute mentale, sospendemmo i tentativi a tempo indeterminato. Nel frattempo altre esperienze (un affido temporaneo, in particolare) occuparono le nostre energie.
Nel 2004, poco prima che entrasse in vigore la Legge 40/04, decidemmo di riprovarci. Mio marito cercò di convincermi a stabilire un numero finito di tentativi. Io acconsentii a non accanirmici, ma svicolai sul numero. Inoltre decidemmo di provare con la FIVET anziché con le IUI.
Riuscimmo a fare il primo tentativo in Italia. Sembrò andare bene, ma dopo poche settimane il sogno finì e intanto la nuova Legge era entrata in vigore.

http://gravidanza.doctissimo.it/rimanere-incinta/fertilita-infertilita/fivet-esperienze-e-difficolta.html